Invisible.

Cios. Italia. 1993. Cinema, fotografia, libri e Beatles. Accademia di belle arti. OUT!
PENSAVO CHE GLI ITALIANI AVESSERO DEI PROBLEMI, ma ammetto che il resto del mondo sta messo male male.
Comunque non faccio in tempo a dire che è già arrivato Ottobre, che è già arrivato Novembre. E temo quando sarà Novembre perché sarà arrivato Dicembre, mese del mio breve ritorno in Italia. Italia che ultimamente mi sta sembrando quasi un paese normale (ovviamente non rispetto alla Francia GIAMMAI) in confronto all’America, all’Inghilterra e alla Repubblica Ceca. Si perché c’è una cosa che voglio dire a molti erasmus se solo riuscissi a trovare la traduzione adatta per ogni lingua: MA VI VOLETE RICAPARE DA SOLI? 
No seriamente, alcune persone non riescono ad affrontare le giornate da sole. Hanno bisogno di fare domande, avere conferme, seguirti ovunque e vivono facendo cosa? UN CAZZO. Ora, non che a me interessi molto delle vite degli altri, ma se sei in Francia, vuoi vivere la Francia? O hai intenzione di aspettare che i mesi ti passino davanti? Dai, è quasi finito Ottobre e mi pare ieri di essere arrivata. Non me ne dovrebbe interessare nulla degli altri, certo, fino a quanto questi ALTRI non minano alla mia pace interiore e non superano la linea che ho calcato intorno a me anche chiamata SPAZIO VITALE. Se non sai bere, non bere. Se non sai abbandonare il tuo paese, non lo fare, altrimenti potresti ammorbare i coglioni a tutte le persone intorno a te che ascoltano le storielle della tua terra natale, di cui me ne potrebbe interessare qualcosa, certamente, amo conoscere gli altri paesi, ma ormai so più cose io del tuo Stato che Obama, capisci? (Ti faccio fare la fine di Meredith, se non te la smetti. Che mi stai facendo aumentare l’odio che già nutrivo nei confronti dell’America ad un livello indicibile. Sto sfiorando l’idea di coalizzarmi con i terroristi.)
Sta diventando sempre più difficile per me parlare 3 lingue, ne vorrei parlare solo una e questa una non è né l’Italiano, né l’inglese. Fatevi due conti mentali. La mattina mi sveglio e parlo italiano, arrivo in accademia e parlo in inglese e tutto il resto del giorno in francese. Capite che sto uscendo fuori di testa? 
Lato positivo: la mia vita sociale sta prendendo una buona piega (o almeno spero). Ho conosciuto un ragazzo che mi stai istruendo sul rap francese, un ragazzo Polacco che ogni volta che mi incontra mi fa una domanda diversa sulla mia vita, sto iniziando a parlare in cucina con i miei compagni di alloggio e più vari compagni di corso. Il mio francese sta migliorando, PER FORTUNA! Come sta anche migliorando il mio disegno. Quando sarò meno inacidita dall’incapacità umana di avere dei rapporti sociali normali, di FARSI I CAZZI PROPRI e di CAMPARE LA PROPRIA VITA EVITANDO DI SOFFOCARMI, scriverò un amorevole post maggiormente articolato, letto e studiato. 
E ADESSO VADO A FARE SHOPPING CHE MI PARO UNA BARBONA.
SALUTI, CAZZO SANTO.Cecil
P.S.: E GUARDATE IL MIO PORTFOLIO http://ciosrebel.tumblr.com

PENSAVO CHE GLI ITALIANI AVESSERO DEI PROBLEMI, ma ammetto che il resto del mondo sta messo male male.

Comunque non faccio in tempo a dire che è già arrivato Ottobre, che è già arrivato Novembre. E temo quando sarà Novembre perché sarà arrivato Dicembre, mese del mio breve ritorno in Italia. Italia che ultimamente mi sta sembrando quasi un paese normale (ovviamente non rispetto alla Francia GIAMMAI) in confronto all’America, all’Inghilterra e alla Repubblica Ceca. Si perché c’è una cosa che voglio dire a molti erasmus se solo riuscissi a trovare la traduzione adatta per ogni lingua: MA VI VOLETE RICAPARE DA SOLI? 

No seriamente, alcune persone non riescono ad affrontare le giornate da sole. Hanno bisogno di fare domande, avere conferme, seguirti ovunque e vivono facendo cosa? UN CAZZO. Ora, non che a me interessi molto delle vite degli altri, ma se sei in Francia, vuoi vivere la Francia? O hai intenzione di aspettare che i mesi ti passino davanti? Dai, è quasi finito Ottobre e mi pare ieri di essere arrivata. Non me ne dovrebbe interessare nulla degli altri, certo, fino a quanto questi ALTRI non minano alla mia pace interiore e non superano la linea che ho calcato intorno a me anche chiamata SPAZIO VITALE. Se non sai bere, non bere. Se non sai abbandonare il tuo paese, non lo fare, altrimenti potresti ammorbare i coglioni a tutte le persone intorno a te che ascoltano le storielle della tua terra natale, di cui me ne potrebbe interessare qualcosa, certamente, amo conoscere gli altri paesi, ma ormai so più cose io del tuo Stato che Obama, capisci? (Ti faccio fare la fine di Meredith, se non te la smetti. Che mi stai facendo aumentare l’odio che già nutrivo nei confronti dell’America ad un livello indicibile. Sto sfiorando l’idea di coalizzarmi con i terroristi.)

Sta diventando sempre più difficile per me parlare 3 lingue, ne vorrei parlare solo una e questa una non è né l’Italiano, né l’inglese. Fatevi due conti mentali. La mattina mi sveglio e parlo italiano, arrivo in accademia e parlo in inglese e tutto il resto del giorno in francese. Capite che sto uscendo fuori di testa? 

Lato positivo: la mia vita sociale sta prendendo una buona piega (o almeno spero). Ho conosciuto un ragazzo che mi stai istruendo sul rap francese, un ragazzo Polacco che ogni volta che mi incontra mi fa una domanda diversa sulla mia vita, sto iniziando a parlare in cucina con i miei compagni di alloggio e più vari compagni di corso. Il mio francese sta migliorando, PER FORTUNA! Come sta anche migliorando il mio disegno. Quando sarò meno inacidita dall’incapacità umana di avere dei rapporti sociali normali, di FARSI I CAZZI PROPRI e di CAMPARE LA PROPRIA VITA EVITANDO DI SOFFOCARMI, scriverò un amorevole post maggiormente articolato, letto e studiato. 

E ADESSO VADO A FARE SHOPPING CHE MI PARO UNA BARBONA.

SALUTI, CAZZO SANTO.
Cecil

P.S.: E GUARDATE IL MIO PORTFOLIO http://ciosrebel.tumblr.com

ADAICHEFICOUNAMOSTRA!
Sono qui per dirvi poche cose:
1) A Rennes organizzano una mostra ogni 4 secondi, questa cosa è meravigliosa.
2) Se invii un pacco dalla Francia in Italia, arriva dopo 4 giorni. Viceversa non ne sono molto certa.3) L’erasmus causa: 20 giorni di ritardo del ciclo (scusate ma lo dovevo dire)(ora è arrivato, ma in ogni caso non c’era il rischio figlio)(che schifo)4) Come sempre non mi posso stare ferma e mi sono ammanicata in un progetto per Dessin, bisogna progettare il catalogo per una mostra e io catalogo e faccio foto. Vabè, FACURRICULUM e soprattutto FAFFICO dire che ho lavorato per il museo di Belle Arti di Rennes.
5) Quante volte diranno la parola “plastique”? Troppe troppe. E ancora non ne ho compreso bene il motivo.
6) Prima andate in giro con i capelli bagnati e la pancia di fuori, poi vi lamentate che vi piglia il raffreddore. MA ALLORA!
7) Un modo per far capire che non vuoi fare amicizia è tenere la borsa nel posto di fianco al tuo, lasciando poco spazio vitale all’altra persona. 
8) La cosa peggiore della Francia è spiegare i progetti in francese a professori che parlano SOLO francese. Nu’ macill’
9) 3 ore di fila e ho preso il mio biglietto per Disneyland. Mi aspetto che sia il viaggio più bello degli ultimi 21 anni dell’umanità, pezzi di merda. Non ho mai sofferto così tanto per prendere un biglietto per un viaggio.
10) VE CE PIAZZO NA BOMBA IN SPAGNA!
Sono qui anche per informarvi dell’apertura del mio portfolio su TUMBLR e non più su Facebook: http://ciosrebel.tumblr.com
Buona visione (spero)Cecil

ADAICHEFICOUNAMOSTRA!

Sono qui per dirvi poche cose:

1) A Rennes organizzano una mostra ogni 4 secondi, questa cosa è meravigliosa.

2) Se invii un pacco dalla Francia in Italia, arriva dopo 4 giorni. Viceversa non ne sono molto certa.

3) L’erasmus causa: 20 giorni di ritardo del ciclo (scusate ma lo dovevo dire)(ora è arrivato, ma in ogni caso non c’era il rischio figlio)(che schifo)

4) Come sempre non mi posso stare ferma e mi sono ammanicata in un progetto per Dessin, bisogna progettare il catalogo per una mostra e io catalogo e faccio foto. Vabè, FACURRICULUM e soprattutto FAFFICO dire che ho lavorato per il museo di Belle Arti di Rennes.

5) Quante volte diranno la parola “plastique”? Troppe troppe. E ancora non ne ho compreso bene il motivo.

6) Prima andate in giro con i capelli bagnati e la pancia di fuori, poi vi lamentate che vi piglia il raffreddore. MA ALLORA!

7) Un modo per far capire che non vuoi fare amicizia è tenere la borsa nel posto di fianco al tuo, lasciando poco spazio vitale all’altra persona. 

8) La cosa peggiore della Francia è spiegare i progetti in francese a professori che parlano SOLO francese. Nu’ macill’

9) 3 ore di fila e ho preso il mio biglietto per Disneyland. Mi aspetto che sia il viaggio più bello degli ultimi 21 anni dell’umanità, pezzi di merda. Non ho mai sofferto così tanto per prendere un biglietto per un viaggio.

10) VE CE PIAZZO NA BOMBA IN SPAGNA!

Sono qui anche per informarvi dell’apertura del mio portfolio su TUMBLR e non più su Facebook: http://ciosrebel.tumblr.com

Buona visione (spero)
Cecil

LE SODDISFAZIONI DELLA VITA: Cecilia batte il francese 1-0.
"Mi scusi, ma lei è quella che non sapeva parlare in francese?""Si professore, perché?""Ha fatto dei miglioramenti, è diventata bravissima!"
Oh, suvvia professor Drouhin, lei è troppo gentile (mi sono innamorata di te)(di male in peggio, più vado avanti con gli anni più mi innamoro di uomini avanti con gli anni)(Mi pare ovvio che qui in Francia io mi stia innamorando 6 giorni su 7 MA ho deciso di essere fedele all’arte e pensare solo a lei sicché l’amore è un ostacolo che mi farebbe perdere una marea di tempo)(Mi dispiace distruggervi il lunedì sera, ma dovete sapere che l’amore non esiste, come Babbo Natale, come la Befana e la fatina dei denti. “Come Gesù?” “no, Gesù esiste, o meglio, è esistito, come Buddha, come la Madonna, come Maometto.”)
a bientôt, (domani mi aspetta la BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA BRETAGNA!)Cecil

LE SODDISFAZIONI DELLA VITA: Cecilia batte il francese 1-0.

"Mi scusi, ma lei è quella che non sapeva parlare in francese?"
"Si professore, perché?"
"Ha fatto dei miglioramenti, è diventata bravissima!"

Oh, suvvia professor Drouhin, lei è troppo gentile (mi sono innamorata di te)
(di male in peggio, più vado avanti con gli anni più mi innamoro di uomini avanti con gli anni)
(Mi pare ovvio che qui in Francia io mi stia innamorando 6 giorni su 7 MA ho deciso di essere fedele all’arte e pensare solo a lei sicché l’amore è un ostacolo che mi farebbe perdere una marea di tempo)
(Mi dispiace distruggervi il lunedì sera, ma dovete sapere che l’amore non esiste, come Babbo Natale, come la Befana e la fatina dei denti. “Come Gesù?” “no, Gesù esiste, o meglio, è esistito, come Buddha, come la Madonna, come Maometto.”)

a bientôt, (domani mi aspetta la BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA BRETAGNA!)
Cecil

LA GRANDE PAURA DEL PRIMO PASSO.
Ogni tanto l’uomo deve cambiare: cambiare scuola, cambiare casa, cambiare città e, come è capitato a me, cambiare stato. Durante tutti questi cambiamenti che ti mettono davanti persone nuove da conoscere, non ho mai avuto difficoltà di integrazione: capitava che dopo il primo mese mi ero circondata di amici. Poi una volta che ingrani la marcia la macchina va per la sua strada. Comico come, a 21 anni, dopo essere riuscita a conoscere innumerevoli persone, mi ritrovi di fronte allo stesso scalino: conoscere persone nuove. Ho appurato, dopo un mese che abito in Francia, che crescendo, la capacità dell’uomo di adattarsi e di conoscere persone scarseggia. Ci si affeziona a chi si ha intorno, cosa si ha intorno ed è sempre più difficile NON mettere radici.
Lo ammetto, io che sono sempre stata contro la mia città natale, contro le persone che vi abitano, mi sono ritrovata spesso a pensarla. Ma non nostalgicamente, pensando “ecco, oggi sarei potuta andare qui, quando torno voglio rivedere questa persona” e cose simili. Perché ho notato di avere grandi problemi di integrazione qui in Francia. O almeno, di aver avuto. Tra l’ostacolo della lingua e le mie continue paranoie di essere di troppo/indesiderata, non mi sono spinta a fare il primo passo. Ho atteso.
Ultimamente ne ho avuti molti di problemi a relazionarmi. Le mie ultime esperienze mi hanno fatta sentire fuori luogo in ogni situazione. Pensavo di risolvere questi problemi in Erasmus, invece come sempre sbaglio. Sbaglio perché ogni volta che parto penso di tornare cambiata per qualche volontà divina. Purtroppo non ho lasciato i miei problemi ad Ascoli perché me li porto dentro. Ovunque andrò, se starò male con me stessa starò male ovunque. Come se tenessi una scatola in camera. Tu esci e parti, vivi la tua esperienza e al tuo ritorno la scatola è sempre lì. Il viaggio deve essere preso come crescita e come aiuto, non come soluzione miracolosa.
Sabato sera, ovvero ieri, un grande senso di inquietudine mi ha assalita: con chi esco? Avevo tanta voglia di uscire di casa, fare una passeggiata, parlare francese, incontrare persone… Si ma, chi? Mi sono sentita completamente spaesata perché ho sempre avuto qualcuno con cui uscire e ora no, ora sono ai primi tempi in cui ho paura di parlare con le persone. Mi sono demoralizzata, inquietata, arrabbiata, intristita. E poi come una manna dal cielo, come un lampo, ho aperto gli occhi. Ho preso il coraggio di fare il primo passo. Ho capito quale problema ho: io sono pigra. Io sono immobile. Mentre ieri non sembravo io, ho respirato profondamente e mi sono messa in contatto con persone con cui ho parlato si e no una volta. E ho scoperto delle persone fantastiche, disponibili, gentili, aperte, cosa che non mi sarei aspettata mai.
Ho passato il mio Sabato sera in casa, non mia, con dei ragazzi francesi molto gentili, a bere, parlare, ascoltare musica e giocare a carte. Di meglio non potevo chiedere.
Sono tornata a casa sorridendo, con quel senso di liberazione dall’inquietudine e quella voglia di libertà che solo all’estero riesco a trovare.
Nessun ragazzo, nessuna amicizia sbagliata, nessuna testa di cazzo potrà distruggere la reale persona che sono sempre stata e che sempre sarò con i miei alti e bassi. Nessuno potrà mai togliermi il sorriso.
Sto tornando, STRONZI!
A bientôt,Cecil

LA GRANDE PAURA DEL PRIMO PASSO.

Ogni tanto l’uomo deve cambiare: cambiare scuola, cambiare casa, cambiare città e, come è capitato a me, cambiare stato. Durante tutti questi cambiamenti che ti mettono davanti persone nuove da conoscere, non ho mai avuto difficoltà di integrazione: capitava che dopo il primo mese mi ero circondata di amici. Poi una volta che ingrani la marcia la macchina va per la sua strada. Comico come, a 21 anni, dopo essere riuscita a conoscere innumerevoli persone, mi ritrovi di fronte allo stesso scalino: conoscere persone nuove. Ho appurato, dopo un mese che abito in Francia, che crescendo, la capacità dell’uomo di adattarsi e di conoscere persone scarseggia. Ci si affeziona a chi si ha intorno, cosa si ha intorno ed è sempre più difficile NON mettere radici.

Lo ammetto, io che sono sempre stata contro la mia città natale, contro le persone che vi abitano, mi sono ritrovata spesso a pensarla. Ma non nostalgicamente, pensando “ecco, oggi sarei potuta andare qui, quando torno voglio rivedere questa persona” e cose simili. Perché ho notato di avere grandi problemi di integrazione qui in Francia. O almeno, di aver avuto. Tra l’ostacolo della lingua e le mie continue paranoie di essere di troppo/indesiderata, non mi sono spinta a fare il primo passo. Ho atteso.

Ultimamente ne ho avuti molti di problemi a relazionarmi. Le mie ultime esperienze mi hanno fatta sentire fuori luogo in ogni situazione. Pensavo di risolvere questi problemi in Erasmus, invece come sempre sbaglio. Sbaglio perché ogni volta che parto penso di tornare cambiata per qualche volontà divina. Purtroppo non ho lasciato i miei problemi ad Ascoli perché me li porto dentro. Ovunque andrò, se starò male con me stessa starò male ovunque. Come se tenessi una scatola in camera. Tu esci e parti, vivi la tua esperienza e al tuo ritorno la scatola è sempre lì. Il viaggio deve essere preso come crescita e come aiuto, non come soluzione miracolosa.

Sabato sera, ovvero ieri, un grande senso di inquietudine mi ha assalita: con chi esco? Avevo tanta voglia di uscire di casa, fare una passeggiata, parlare francese, incontrare persone… Si ma, chi? Mi sono sentita completamente spaesata perché ho sempre avuto qualcuno con cui uscire e ora no, ora sono ai primi tempi in cui ho paura di parlare con le persone. Mi sono demoralizzata, inquietata, arrabbiata, intristita. E poi come una manna dal cielo, come un lampo, ho aperto gli occhi. Ho preso il coraggio di fare il primo passo. Ho capito quale problema ho: io sono pigra. Io sono immobile. Mentre ieri non sembravo io, ho respirato profondamente e mi sono messa in contatto con persone con cui ho parlato si e no una volta. E ho scoperto delle persone fantastiche, disponibili, gentili, aperte, cosa che non mi sarei aspettata mai.

Ho passato il mio Sabato sera in casa, non mia, con dei ragazzi francesi molto gentili, a bere, parlare, ascoltare musica e giocare a carte. Di meglio non potevo chiedere.

Sono tornata a casa sorridendo, con quel senso di liberazione dall’inquietudine e quella voglia di libertà che solo all’estero riesco a trovare.

Nessun ragazzo, nessuna amicizia sbagliata, nessuna testa di cazzo potrà distruggere la reale persona che sono sempre stata e che sempre sarò con i miei alti e bassi. Nessuno potrà mai togliermi il sorriso.

Sto tornando, STRONZI!


A bientôt,
Cecil

BENVENUTO OTTOBRE, MESE DELL’ANSIA!
Questi giorni sono TERRIBILI. "tu sei fuori di testa, sei in Erasmus e stai male?""Dai mi fai partire con i discorsi diretti all’inizio del post? Fammi spiegare, cavolo""Hai ragione, scusa""ecco"
Palpitazioni: sarà che mi sono innamorata senza accorgermene? O magari mi sta prendendo un infarto? Ma no dai ho bevuto troppi caffè. O troppi thè. Oppure dormo dopo. Ho mangiato qualcosa che mi fa aumentare le palpitazioni. Sto per morire?Mal di testa: è il tempo che cambia. Devo stare meno attaccata al computer. Devo dormire di più. Oggi non ho preso il caffè, adesso si spiega tutto. Certo che parlare tre lingue contemporaneamente non è facile, ci credo che scoppia il mal di testa. C’è aria consumata. Mi sta tornando il ciclo. Sto per morire?Giramenti di testa: ho mangiato poco. Ho bevuto pochi caffè. Mi sono affaticata troppo, effettivamente mi sto fissando con l’attività fisica, dovrei smetterla. Le sigarette fanno venire i giramenti di testa? Sto per morire?
Ecco, questo è quello che normalmente elabora la mia mente ogni volta che sento un sintomo del genere nel mio corpo (ansiosa? No, voi dite?). Poi arriva la risposta: MA CERTO! É L’ANSIA!
Ansia: sto pensando a qualcosa di brutto? Forse bevo troppi caffè. Devo smetterla di pensare che qualcuno ride di me. Devo imparare il francese. Devo mandare i documenti all’ERSU. Ma l’ERSU me li darà i soldi della borsa di studio? Chissà come saranno gli esami di fine semestre. Riuscirò a fare amicizia con loro? Oddio mi sta parlando in francese mò che gli dico? Sto per morire?
Non sono, effettivamente, motivi per essere in ansia, ma questi sono i (POCHI) pensieri che mi girano in testa dopo aver capito di essere stata inondata di ansia. Si ma, allora, perché ce l’ho? Non ne ho motivo, è solo una cosa mentale, è tutto qui. Poi arriva il secondo lampo di genio: MA CERTO! É OTTOBRE!
Dovete sapere che oramai sono 4 anni che ogni Ottobre mi prende l’ansia, per quasi tutto il mese, attacchi forti che sfociano in attacchi di panico, da non riuscire a dormire, stare in mezzo alle persone, avere degli scatti degli arti, pensare ogni giorno di avere una malattia mortale, non riuscire a dormire la sera per le palpitazioni. Dopo che assodato che è ottobre e ad ottobre ho l’ansia, quest’ultima si affievolisce, fino a sparire del tutto (spero) tra una settimana, una settimana e mezza. 
Ad ogni modo, sono molto preoccupata. Mi sento insicura e incapace di costruire legami con le persone. Non pensavo di essere così impedita con i rapporti con gli esseri umani. Vorrei parlare e buttarmi ma in valigia il coraggio non ce l’ho messo, o forse l’ho esaurito prendendo la decisione di partire per l’Erasmus. Comunque mi sembra di star facendo ben poco per quanto riguarda la mia vita sociale. Essendo una persona che vuole tutto e subito, sapere che dopo un mese non sono riuscita a legare con le persone della mia classe (o almeno, non come e con chi avrei voluto) mi fa chiudere come una cassaforte e mi fa pensare a lungo. Potrei stare mesi a pensare cosa sbaglio e cercare di rimediare, ma ogni volta che mi fermo a pensare perdo tempo. Allo stesso momento non riesco però ad agire, se mi capitasse ora l’occasione di lanciarmi, di andare da qualche compagno di corso a proporre un’uscita o semplicemente a parlare, non ce la farei. Sono due notte che faccio gli incubi. Una sera sognai di essere rinchiusa dentro un bagno (tipo quelli dell’autogrill) e c’era una bambina che mi cercava, io volevo uscire e andare da lei a dirle che era tutto ok, che mi aveva trovata, ma non riuscivo a muovermi. Ho tirato fuori un urlo che ancora riesco a sentire nelle mie orecchie e credetemi, è stato terribile. Penso addirittura di aver urlato fisicamente, fuori dal sogno. E dopo l’urlo è uscita fuori una voce rauca, cercavo di alzarla ma non riuscivo, riuscivo solo a bisbigliare con una voce inquietante “arrivo, arrivo”. Ieri sera invece ho sognato di urlare contro un prete e quest’ultimo mi trattava con sufficienza. Ha detto la messa in un bar. Forse dovrei solo rilassarmi e smettere di pensare, che è sempre stato un grande problema per me il fatto di pensare troppo. E soprattutto di trarre velocemente le conclusioni. Mi devo godere la lentezza dello scorrere del tempo e del cambiamento delle situazioni. Sono solo nella tempesta, che non durerà per sempre.
A proposito di tempesta, qui a Rennes è iniziato il mal tempo. Addio bel sole, che mi hai accompagnato per tutto Settembre, benvenuta pioggia. E freddo. E grigio. E ancora freddo. (Sarà questo ad aver influenzato il mio umore)
Ultimamente sono stata vittima di un misterioso furto. Ben due volte! Chiamerò questa parte: IL MISTERO DEL LADRO DEL FORMAGGIO.Sono due volte che compro il formaggio e sono due volte che il mio formaggio sparisce dal frigorifero. Le mie ipotesi sono:1) IL COLLEZIONISTA: insomma, non puoi ingurgitare una quantità così alta di formaggio, lo collezioni sicuramente. Sei una di quelle persone strane, con lo sguardo da assassino e i capelli con la sgrima, gli occhiali da nerd rattoppati con lo scotch e qualche traccia di acne adolescenziale, che ama le collezioni e ha una perversione malata per il formaggio, che nascondi gelosamente in un cassetto o nell’armadio. 2) IL VENDICATIVO: ti ho fatto qualcosa che non so e tu mi vuoi punire privandomi del formaggio. Ti capisco, alla fine nel mio frigorifero puoi trovare solo yogurt, insalata e formaggio (ottima tattica per attuare una vendetta nei miei confronti, odio quando qualcuno mi toglie il formaggio).3) IL TOPOMANNARO: uomo di giorno, topo di notte? 4) IL BUCO NERO: a quanto pare il mio frigorifero è situato sopra un varco spazio-temporale collegato ad un mondo parallelo dominato dai topi. (ok questa tesi non spiega il motivo per cui il mio formaggio si e il formaggio degli altri no)5) RICONGOLIONIMENTO SENILE: forse lo mangio e non me lo ricordo.
Ad ogni modo, non scopriremo mai chi è il ladro di formaggio. É anche apparsa una losca scritta sul frigorifero: “rispettate gli altri e non prendete le loro cose!”. Secondo me è stato il ladro a scriverlo, per non destare sospetti.
Dio mio devo farmi una vita.
A bientôt,Cecil 
P.s. http://ciosrebel.tumblr.com così, tanto per fare spam, questo è il mio portfolio, in continuo aggiornamento. Per ora è un po’ spoglio, ma sto lavorando per voi! 

BENVENUTO OTTOBRE, MESE DELL’ANSIA!

Questi giorni sono TERRIBILI. 
"tu sei fuori di testa, sei in Erasmus e stai male?"
"Dai mi fai partire con i discorsi diretti all’inizio del post? Fammi spiegare, cavolo"
"Hai ragione, scusa"
"ecco"

Palpitazioni: sarà che mi sono innamorata senza accorgermene? O magari mi sta prendendo un infarto? Ma no dai ho bevuto troppi caffè. O troppi thè. Oppure dormo dopo. Ho mangiato qualcosa che mi fa aumentare le palpitazioni. Sto per morire?
Mal di testa: è il tempo che cambia. Devo stare meno attaccata al computer. Devo dormire di più. Oggi non ho preso il caffè, adesso si spiega tutto. Certo che parlare tre lingue contemporaneamente non è facile, ci credo che scoppia il mal di testa. C’è aria consumata. Mi sta tornando il ciclo. Sto per morire?
Giramenti di testa: ho mangiato poco. Ho bevuto pochi caffè. Mi sono affaticata troppo, effettivamente mi sto fissando con l’attività fisica, dovrei smetterla. Le sigarette fanno venire i giramenti di testa? Sto per morire?

Ecco, questo è quello che normalmente elabora la mia mente ogni volta che sento un sintomo del genere nel mio corpo (ansiosa? No, voi dite?). Poi arriva la risposta: MA CERTO! É L’ANSIA!

Ansia: sto pensando a qualcosa di brutto? Forse bevo troppi caffè. Devo smetterla di pensare che qualcuno ride di me. Devo imparare il francese. Devo mandare i documenti all’ERSU. Ma l’ERSU me li darà i soldi della borsa di studio? Chissà come saranno gli esami di fine semestre. Riuscirò a fare amicizia con loro? Oddio mi sta parlando in francese mò che gli dico? Sto per morire?

Non sono, effettivamente, motivi per essere in ansia, ma questi sono i (POCHI) pensieri che mi girano in testa dopo aver capito di essere stata inondata di ansia. Si ma, allora, perché ce l’ho? Non ne ho motivo, è solo una cosa mentale, è tutto qui. Poi arriva il secondo lampo di genio: MA CERTO! É OTTOBRE!

Dovete sapere che oramai sono 4 anni che ogni Ottobre mi prende l’ansia, per quasi tutto il mese, attacchi forti che sfociano in attacchi di panico, da non riuscire a dormire, stare in mezzo alle persone, avere degli scatti degli arti, pensare ogni giorno di avere una malattia mortale, non riuscire a dormire la sera per le palpitazioni. Dopo che assodato che è ottobre e ad ottobre ho l’ansia, quest’ultima si affievolisce, fino a sparire del tutto (spero) tra una settimana, una settimana e mezza. 

Ad ogni modo, sono molto preoccupata. Mi sento insicura e incapace di costruire legami con le persone. Non pensavo di essere così impedita con i rapporti con gli esseri umani. Vorrei parlare e buttarmi ma in valigia il coraggio non ce l’ho messo, o forse l’ho esaurito prendendo la decisione di partire per l’Erasmus. Comunque mi sembra di star facendo ben poco per quanto riguarda la mia vita sociale. Essendo una persona che vuole tutto e subito, sapere che dopo un mese non sono riuscita a legare con le persone della mia classe (o almeno, non come e con chi avrei voluto) mi fa chiudere come una cassaforte e mi fa pensare a lungo. Potrei stare mesi a pensare cosa sbaglio e cercare di rimediare, ma ogni volta che mi fermo a pensare perdo tempo. Allo stesso momento non riesco però ad agire, se mi capitasse ora l’occasione di lanciarmi, di andare da qualche compagno di corso a proporre un’uscita o semplicemente a parlare, non ce la farei. 
Sono due notte che faccio gli incubi. Una sera sognai di essere rinchiusa dentro un bagno (tipo quelli dell’autogrill) e c’era una bambina che mi cercava, io volevo uscire e andare da lei a dirle che era tutto ok, che mi aveva trovata, ma non riuscivo a muovermi. Ho tirato fuori un urlo che ancora riesco a sentire nelle mie orecchie e credetemi, è stato terribile. Penso addirittura di aver urlato fisicamente, fuori dal sogno. E dopo l’urlo è uscita fuori una voce rauca, cercavo di alzarla ma non riuscivo, riuscivo solo a bisbigliare con una voce inquietante “arrivo, arrivo”. Ieri sera invece ho sognato di urlare contro un prete e quest’ultimo mi trattava con sufficienza. Ha detto la messa in un bar. 
Forse dovrei solo rilassarmi e smettere di pensare, che è sempre stato un grande problema per me il fatto di pensare troppo. E soprattutto di trarre velocemente le conclusioni. Mi devo godere la lentezza dello scorrere del tempo e del cambiamento delle situazioni. Sono solo nella tempesta, che non durerà per sempre.

A proposito di tempesta, qui a Rennes è iniziato il mal tempo. Addio bel sole, che mi hai accompagnato per tutto Settembre, benvenuta pioggia. E freddo. E grigio. E ancora freddo. (Sarà questo ad aver influenzato il mio umore)

Ultimamente sono stata vittima di un misterioso furto. Ben due volte! Chiamerò questa parte: IL MISTERO DEL LADRO DEL FORMAGGIO.
Sono due volte che compro il formaggio e sono due volte che il mio formaggio sparisce dal frigorifero. Le mie ipotesi sono:
1) IL COLLEZIONISTA: insomma, non puoi ingurgitare una quantità così alta di formaggio, lo collezioni sicuramente. Sei una di quelle persone strane, con lo sguardo da assassino e i capelli con la sgrima, gli occhiali da nerd rattoppati con lo scotch e qualche traccia di acne adolescenziale, che ama le collezioni e ha una perversione malata per il formaggio, che nascondi gelosamente in un cassetto o nell’armadio. 
2) IL VENDICATIVO: ti ho fatto qualcosa che non so e tu mi vuoi punire privandomi del formaggio. Ti capisco, alla fine nel mio frigorifero puoi trovare solo yogurt, insalata e formaggio (ottima tattica per attuare una vendetta nei miei confronti, odio quando qualcuno mi toglie il formaggio).
3) IL TOPOMANNARO: uomo di giorno, topo di notte? 
4) IL BUCO NERO: a quanto pare il mio frigorifero è situato sopra un varco spazio-temporale collegato ad un mondo parallelo dominato dai topi. (ok questa tesi non spiega il motivo per cui il mio formaggio si e il formaggio degli altri no)
5) RICONGOLIONIMENTO SENILE: forse lo mangio e non me lo ricordo.

Ad ogni modo, non scopriremo mai chi è il ladro di formaggio. É anche apparsa una losca scritta sul frigorifero: “rispettate gli altri e non prendete le loro cose!”. Secondo me è stato il ladro a scriverlo, per non destare sospetti.

Dio mio devo farmi una vita.

A bientôt,
Cecil 

P.s. http://ciosrebel.tumblr.com così, tanto per fare spam, questo è il mio portfolio, in continuo aggiornamento. Per ora è un po’ spoglio, ma sto lavorando per voi! 

Oh, ciao.
Volevo solo informare del fatto che sto facendo un Portfolio, è anche un work in progress, quindi non è proprio meraviglioso. Ad ogni modo la mia pagina insignificante su Facebook andrà a morire, la ucciderò con le mie stesse mani, per poter trasferire tutte le foto qui. Non voglio che Mr Zuckerberg si prenda i diritti delle mie foto, né tanto meno che i miei lavori siano su Facebook. Sto lavorando per avere un sito tutto mio, ma nell’attesa sto trasferendo le mie foto a questo indirizzo: http://ciosrebel.tumblr.com
A preso su Soul Rebel!Cios

Oh, ciao.

Volevo solo informare del fatto che sto facendo un Portfolio, è anche un work in progress, quindi non è proprio meraviglioso. Ad ogni modo la mia pagina insignificante su Facebook andrà a morire, la ucciderò con le mie stesse mani, per poter trasferire tutte le foto qui. Non voglio che Mr Zuckerberg si prenda i diritti delle mie foto, né tanto meno che i miei lavori siano su Facebook. Sto lavorando per avere un sito tutto mio, ma nell’attesa sto trasferendo le mie foto a questo indirizzo: http://ciosrebel.tumblr.com

A preso su Soul Rebel!
Cios

ESPATRIAMO VERSO NANTES.
Penso sia stato un viaggio strano: ero partita convinta di andare al “Nantes tattoo convention” e alla fine, senza neanche accorgermene, non ci sono andata, perché mi è successo di tutto. Partiamo dal principio.
1) BLABLACAR: non sono mai riuscita a viaggiare con blablacar in Italia. La prima volta che lo faccio mi trovo in Francia. Il viaggio a Nantes mi sarebbe costato 80 euro con il treno: con la macchina ho pagato 15 euro. Economico, no? Partenza ore 10:00 a.m. da Rue du Bourbonnais con Pierre. Alle 09:58 ero li ad aspettare e mi arriva un messaggio con scritto che aveva avuto un imprevisto e che sarebbe arrivato un po’ in ritardo. Nessun problema Pierre! Vado a mangiare il mio primo Pain au chocolat dopo giorni. Torno sul luogo dell’incontro e dico “stai a vedere che ora che mi faccio una sigaretta arriva”. Detto fatto. Tempo di prendere la cartina che arriva una Ford Fiesta grigio scuro. Le mie speranze che Pierre fosse un bel ragazzo sono state esaudite. Per la prima volta in vita mia viaggio con una specie di essere umano che sfiora la perfezione e non con bambini/retrabbi/limitidellasocietà/tossici/vecchi/nerdbrutti (esistono anche nere belli)(si lo so sembra impossibile ma ci sono). Iniziamo a parlare e scopro che Pierre non solo è bello e francese, è anche neurologo (nella mente della donna quando un mestiere si svolge in ospedale significa solo una cosa: SOLDI) che ha passato le ultime settimane a lavorare con i bambini e che a breve sarebbe partito per una vacanza a Venezia per il compleanno della nonna italiana. Cos’è, l’Eden? Ho scontato tutte le punizioni che il Karma mi ha afflitto? Sono stata finalmente ripagata di tutte le sofferenze? Non mi pareva vero. E infatti non era vero. Mentre pensavo a dove si sarebbe svolto il nostro matrimonio la sua voce pronuncia queste maledette parole: “vi va se ascoltiamo un po’ di musica?”. Oh Pierre, non c’è nessuno problema, puoi fare ciò che vuoi, a me basta amarti. PESSIMA IDEA. Dopo la prima canzone ho iniziato ad avere qualche dubbio sulla sua sessualità. Alla 5° canzone, i dubbi si facevano sempre più numerosi, fino a quando abbassando lo sguardo non leggo, nello scomparto dei CD, il nome SHAKIRA. Con il cuore spezzato ho ammesso a me stessa che il bel esemplare d’uomo seduto affianco a me è GAY. Ora, parliamone, perché? Perché mi innamoro sempre di gay, fidanzati, psicopatici, tossici, alcolizzati, bipolari? Inizio a pensare che il problema sono io. O che il karma non ha finito di farmela pagare. Comunque, con questa esperienza di blablacar ho capito che io non conosco le marche delle auto (e chi l’aveva mai vista una Dacia)(è la macchina del tipo che ci ha riportate a Rennes, Raphaël). 
2) SEPTUM: arrivo a Nantes con il cuore spezzato. Trovo un parco (molto bello), Jardin des plantes, messo li a consolarmi; trovo una cattedrale molto bella, la cattedrale di Saint Peter et Paul; un negozio tipico bretone; molti negozi di cioccolato e caramelle; un tattoo and piercing shop; un… ASPETTA, COSA!?Giro immediatamente nella galleria indicata dalla freccia ed entro nello Studio 57. Giusto il tempo di vedere il costo del Septum e mi prenoto per il giorno stesso. Lo studio sapeva di ospedale, quindi era un grande bene. Si presentava magnificamente, con un bancone pieno di piercing e dilatatori ben esposti ed illuminati. La ragazza, molto gentile, mi spiega cosa bisogna fare post-piercing e mi da due lozioni da passarci: un sapone e la soluzione salina al prezzo di 6 euro (i due insieme)(non mi è mai capitata una cosa del genere). Tra 15 giorni dovrò farmelo controllare (da qualsiasi persona specializzata) e di nuovo tra 2 e 4 mesi, inoltre mi cambieranno il gioiello gratuitamente. 
"Professionalità unica!""Aspetta a dirlo, devo ancora entrare nello studio"
Arriva il mio turno, non mi fanno aspettare neanche 10 minuti, congedo Sonia dicendo “ci metterà pochissimo tranquilla”. Mi è venuto a chiamare un altro bel ragazzo, stavolta di quelli con i piercing strani, che mi ha fatto velocemente dimenticare la delusione dell’omosessualità di Pierre. Non ho la più pallida idea di come si chiami quel MACELLAIO. Si, è un macellaio. Ovviamente è bello e doloroso, come uomo. Inizialmente mi fa rilassare (solita adrenalina pre piercing) parlando un po’, nel mentre che lui prepara gli attrezzi. Mi dice che il septum è il piercing che fa più male, che è anche difficile da fare, che lui non ama farli. Una bella premessa insomma. Mi fa sdraiare, dopo aver disinfettato tutto (questo glielo devo riconoscere: è stato molto pulito), e inizia. SENZA PINZA. Mi pareva un po’ strana come cosa, ma va bene, avranno una tattica tutta loro. Mi fa respirare profondamente e poi inspirare. Al momento di buttare fuori l’aria ZAC entra l’ago. Solito attimo di dolore, ma stavolta invece che uscirmi la lacrimuccia mi si sono aperti i rubinetti. Lui ha detto qualcosa in francese ma io non lo capivo. Traduzione: aspetta l’ho fatto storto ti ribuco. COSA? Io non avevo capito assolutamente (scusate il francesismo) una CEPPA DE CAZZO perché mi ha fatto rimanere sdraiata a occhi chiusi. Respira, inspira, ZAC. Ok, un po’ più di dolore. I miei occhi due cascate peggio del Niagara. Mette il gioiello, dolore cane, inondazione di lacrime. Mi alzo, lui mi guarda e inizia a sbroccare da solo. Insomma, per farla breve, non è riuscito a farmi il septum, la seconda volta me l’ha fatto STORTISSIMO e ha chiamato una collega che fa i septum ad occhi chiusi (io dico, prima di bucarmi tre volte, non la puoi chiamà?). Senza problemi prende le pinze (AH! ECCO LA DIFFERENZA), buca, mette il gioiello e ora ho il mio Septum perfettamente allineato. Dolore. Lacrime. Karma cosa devo scontare ancora?
3) LEFUORILEGGE: dopo il piercing, il regalo per mia sorella, una coperta con Ganesh (ti amo baby) e Les fleurs du mal di Baudelaire vado a mangiare una Crêpes nel tipico localino bretone chiamato “la creperie”. Mi viene un dubbio “ma dove dobbiamo andare per tornare a Rennes?”. Pensando che era alla stazione dei treni (nei pressi del centro) non mi sono preoccupata. Ad un’ora dall’appuntamento scopro che il luogo si trova a 44 minuti a piedi da lì. Panico. Mando un messaggio a Raphael con scritto se poteva venire alla stazione dei treni perché noi eravamo in centro. “Je suis désolé ce n’est pax possible pour moi”. MALEDETTO SCARTO SOCIALE. Con tutte le bestemmie possibili immaginabili mi strozzo con la crêpe al cioccolato (era come un orgasmo, ma goduto male) e seguo e indicazioni del PEZZO DI MERDA: prendere il tram, linea 2, direzione Orvault Grand Val, fermata Le Cardo. Appena riesco a capire dov’è la fermata più vicina vedo che il tram giusto sta passando quindi mi precipito in mezzo alla strada, salgo e penso “CAZZO IL BIGLIETTO” mentre le porte si stavano chiudendo. SONO STATI I 20 MINUTI Più ANSIOSI DELLA MIA VITA. 20 minuti, 15 stazioni dopo, non sono mai stata così contenta di toccare terra. Mi sentivo come un narcotrafficante all’aeroporto, come quando è giorno di interrogazioni e non hai aperto libro, come quando hai paura che i tuoi genitori ti scoprano a fumare, come quando metti le corna a qualcuno e hai paura che il tuo partner lo scopra leggendo i messaggi su Facebook, come l’ansia fatta persona. 
4) LAPIOGGIA: penso di non aver mai visto/preso così tanta pioggia in vita mia. L’unica cosa che spero è di non essermi ammalata, NON RIESCO A SOFFIARMI IL NASO.
Fatto sta che a Rennes ci sono tornata. 
Nantes è bella, ma non caratteristica. Probabilmente non ho organizzato al meglio questo viaggio, am quel che ho visto mi è piaciuto. Il giardino delle piante, la cattedrale di san pietro e paolo, ma soprattutto les machines de l’île con le gallerie des machines, le grand éléphant e le carrousel des mondes marins. Les Machines de l’île è un progetto artistico particolare, nato dalle menti di François Delarozière e Pierre Orefice, personalità dello spettacolo di strada e della scenografia urbana europea. Questo progetto nasce dai mondi inventati di Jules Verne, dall’universo meccanico di Leonardo da Vinci e dalla storia industriale di Nantes, nel luogo che una volta era adibito a cantiere navale. Il loro immaginario esplora le cime degli alberi, le savane, i fondali marini; costruiscono macchine-animali capaci di muoversi. Il grande elefante è un elefante meccanico in movimento alto 12 metri, largo 8, lungo 21 e dal peso di 48,4 tonnellate che può portare 50 passeggeri a spasso. Le carrousel des mondes marine invece, situato vicino le rive del fiume Loire è un acquario meccanico sulla quale i visitatori possono salire. Ognuno può salire su un animale (come succede con l’elefante) marino dei fondali (granchi, gamberetti, calamari, con un totale di 14 macchinari fissati sulla base), degli abissi (6 elementi sospesi a 5 metri d’altezza) e della superficie marina (una base rotante con meduse, uccelli, vascelli pirata, conchiglie) e fare un giro, come se fosse in una giostra. Davvero un’esplosione di follia, quella buona. La sola cosa che ho pensato è stata “voglio lavorare qui”.
Giornata lunga, impegnativa, costruttiva.A bientôt,Cecil

ESPATRIAMO VERSO NANTES.

Penso sia stato un viaggio strano: ero partita convinta di andare al “Nantes tattoo convention” e alla fine, senza neanche accorgermene, non ci sono andata, perché mi è successo di tutto. Partiamo dal principio.

1) BLABLACAR: non sono mai riuscita a viaggiare con blablacar in Italia. La prima volta che lo faccio mi trovo in Francia. Il viaggio a Nantes mi sarebbe costato 80 euro con il treno: con la macchina ho pagato 15 euro. Economico, no? Partenza ore 10:00 a.m. da Rue du Bourbonnais con Pierre. Alle 09:58 ero li ad aspettare e mi arriva un messaggio con scritto che aveva avuto un imprevisto e che sarebbe arrivato un po’ in ritardo. Nessun problema Pierre! Vado a mangiare il mio primo Pain au chocolat dopo giorni. Torno sul luogo dell’incontro e dico “stai a vedere che ora che mi faccio una sigaretta arriva”. Detto fatto. Tempo di prendere la cartina che arriva una Ford Fiesta grigio scuro. Le mie speranze che Pierre fosse un bel ragazzo sono state esaudite. Per la prima volta in vita mia viaggio con una specie di essere umano che sfiora la perfezione e non con bambini/retrabbi/limitidellasocietà/tossici/vecchi/nerdbrutti (esistono anche nere belli)(si lo so sembra impossibile ma ci sono). Iniziamo a parlare e scopro che Pierre non solo è bello e francese, è anche neurologo (nella mente della donna quando un mestiere si svolge in ospedale significa solo una cosa: SOLDI) che ha passato le ultime settimane a lavorare con i bambini e che a breve sarebbe partito per una vacanza a Venezia per il compleanno della nonna italiana. Cos’è, l’Eden? Ho scontato tutte le punizioni che il Karma mi ha afflitto? Sono stata finalmente ripagata di tutte le sofferenze? Non mi pareva vero. E infatti non era vero. Mentre pensavo a dove si sarebbe svolto il nostro matrimonio la sua voce pronuncia queste maledette parole: “vi va se ascoltiamo un po’ di musica?”. Oh Pierre, non c’è nessuno problema, puoi fare ciò che vuoi, a me basta amarti. PESSIMA IDEA. Dopo la prima canzone ho iniziato ad avere qualche dubbio sulla sua sessualità. Alla 5° canzone, i dubbi si facevano sempre più numerosi, fino a quando abbassando lo sguardo non leggo, nello scomparto dei CD, il nome SHAKIRA. Con il cuore spezzato ho ammesso a me stessa che il bel esemplare d’uomo seduto affianco a me è GAY. Ora, parliamone, perché? Perché mi innamoro sempre di gay, fidanzati, psicopatici, tossici, alcolizzati, bipolari? Inizio a pensare che il problema sono io. O che il karma non ha finito di farmela pagare. Comunque, con questa esperienza di blablacar ho capito che io non conosco le marche delle auto (e chi l’aveva mai vista una Dacia)(è la macchina del tipo che ci ha riportate a Rennes, Raphaël). 

2) SEPTUM: arrivo a Nantes con il cuore spezzato. Trovo un parco (molto bello), Jardin des plantes, messo li a consolarmi; trovo una cattedrale molto bella, la cattedrale di Saint Peter et Paul; un negozio tipico bretone; molti negozi di cioccolato e caramelle; un tattoo and piercing shop; un… ASPETTA, COSA!?Giro immediatamente nella galleria indicata dalla freccia ed entro nello Studio 57. Giusto il tempo di vedere il costo del Septum e mi prenoto per il giorno stesso. Lo studio sapeva di ospedale, quindi era un grande bene. Si presentava magnificamente, con un bancone pieno di piercing e dilatatori ben esposti ed illuminati. La ragazza, molto gentile, mi spiega cosa bisogna fare post-piercing e mi da due lozioni da passarci: un sapone e la soluzione salina al prezzo di 6 euro (i due insieme)(non mi è mai capitata una cosa del genere). Tra 15 giorni dovrò farmelo controllare (da qualsiasi persona specializzata) e di nuovo tra 2 e 4 mesi, inoltre mi cambieranno il gioiello gratuitamente. 

"Professionalità unica!"
"Aspetta a dirlo, devo ancora entrare nello studio"

Arriva il mio turno, non mi fanno aspettare neanche 10 minuti, congedo Sonia dicendo “ci metterà pochissimo tranquilla”. Mi è venuto a chiamare un altro bel ragazzo, stavolta di quelli con i piercing strani, che mi ha fatto velocemente dimenticare la delusione dell’omosessualità di Pierre. Non ho la più pallida idea di come si chiami quel MACELLAIO. Si, è un macellaio. Ovviamente è bello e doloroso, come uomo. Inizialmente mi fa rilassare (solita adrenalina pre piercing) parlando un po’, nel mentre che lui prepara gli attrezzi. Mi dice che il septum è il piercing che fa più male, che è anche difficile da fare, che lui non ama farli. Una bella premessa insomma. Mi fa sdraiare, dopo aver disinfettato tutto (questo glielo devo riconoscere: è stato molto pulito), e inizia. SENZA PINZA. Mi pareva un po’ strana come cosa, ma va bene, avranno una tattica tutta loro. Mi fa respirare profondamente e poi inspirare. Al momento di buttare fuori l’aria ZAC entra l’ago. Solito attimo di dolore, ma stavolta invece che uscirmi la lacrimuccia mi si sono aperti i rubinetti. Lui ha detto qualcosa in francese ma io non lo capivo. Traduzione: aspetta l’ho fatto storto ti ribuco. COSA? Io non avevo capito assolutamente (scusate il francesismo) una CEPPA DE CAZZO perché mi ha fatto rimanere sdraiata a occhi chiusi. Respira, inspira, ZAC. Ok, un po’ più di dolore. I miei occhi due cascate peggio del Niagara. Mette il gioiello, dolore cane, inondazione di lacrime. Mi alzo, lui mi guarda e inizia a sbroccare da solo. Insomma, per farla breve, non è riuscito a farmi il septum, la seconda volta me l’ha fatto STORTISSIMO e ha chiamato una collega che fa i septum ad occhi chiusi (io dico, prima di bucarmi tre volte, non la puoi chiamà?). Senza problemi prende le pinze (AH! ECCO LA DIFFERENZA), buca, mette il gioiello e ora ho il mio Septum perfettamente allineato. Dolore. Lacrime. Karma cosa devo scontare ancora?

3) LEFUORILEGGE: dopo il piercing, il regalo per mia sorella, una coperta con Ganesh (ti amo baby) e Les fleurs du mal di Baudelaire vado a mangiare una Crêpes nel tipico localino bretone chiamato “la creperie”. Mi viene un dubbio “ma dove dobbiamo andare per tornare a Rennes?”. Pensando che era alla stazione dei treni (nei pressi del centro) non mi sono preoccupata. Ad un’ora dall’appuntamento scopro che il luogo si trova a 44 minuti a piedi da lì. Panico. Mando un messaggio a Raphael con scritto se poteva venire alla stazione dei treni perché noi eravamo in centro. “Je suis désolé ce n’est pax possible pour moi”. MALEDETTO SCARTO SOCIALE. Con tutte le bestemmie possibili immaginabili mi strozzo con la crêpe al cioccolato (era come un orgasmo, ma goduto male) e seguo e indicazioni del PEZZO DI MERDA: prendere il tram, linea 2, direzione Orvault Grand Val, fermata Le Cardo. Appena riesco a capire dov’è la fermata più vicina vedo che il tram giusto sta passando quindi mi precipito in mezzo alla strada, salgo e penso “CAZZO IL BIGLIETTO” mentre le porte si stavano chiudendo. 
SONO STATI I 20 MINUTI Più ANSIOSI DELLA MIA VITA. 20 minuti, 15 stazioni dopo, non sono mai stata così contenta di toccare terra. Mi sentivo come un narcotrafficante all’aeroporto, come quando è giorno di interrogazioni e non hai aperto libro, come quando hai paura che i tuoi genitori ti scoprano a fumare, come quando metti le corna a qualcuno e hai paura che il tuo partner lo scopra leggendo i messaggi su Facebook, come l’ansia fatta persona. 

4) LAPIOGGIA: penso di non aver mai visto/preso così tanta pioggia in vita mia. L’unica cosa che spero è di non essermi ammalata, NON RIESCO A SOFFIARMI IL NASO.

Fatto sta che a Rennes ci sono tornata. 

Nantes è bella, ma non caratteristica. Probabilmente non ho organizzato al meglio questo viaggio, am quel che ho visto mi è piaciuto. Il giardino delle piante, la cattedrale di san pietro e paolo, ma soprattutto les machines de l’île con le gallerie des machines, le grand éléphant e le carrousel des mondes marins. Les Machines de l’île è un progetto artistico particolare, nato dalle menti di François Delarozière e Pierre Orefice, personalità dello spettacolo di strada e della scenografia urbana europea. Questo progetto nasce dai mondi inventati di Jules Verne, dall’universo meccanico di Leonardo da Vinci e dalla storia industriale di Nantes, nel luogo che una volta era adibito a cantiere navale. Il loro immaginario esplora le cime degli alberi, le savane, i fondali marini; costruiscono macchine-animali capaci di muoversi. Il grande elefante è un elefante meccanico in movimento alto 12 metri, largo 8, lungo 21 e dal peso di 48,4 tonnellate che può portare 50 passeggeri a spasso. Le carrousel des mondes marine invece, situato vicino le rive del fiume Loire è un acquario meccanico sulla quale i visitatori possono salire. Ognuno può salire su un animale (come succede con l’elefante) marino dei fondali (granchi, gamberetti, calamari, con un totale di 14 macchinari fissati sulla base), degli abissi (6 elementi sospesi a 5 metri d’altezza) e della superficie marina (una base rotante con meduse, uccelli, vascelli pirata, conchiglie) e fare un giro, come se fosse in una giostra. Davvero un’esplosione di follia, quella buona. La sola cosa che ho pensato è stata “voglio lavorare qui”.

Giornata lunga, impegnativa, costruttiva.
A bientôt,
Cecil

COMEINIZIAREBENEOTTOBRE: facendo schifo. 
O meglio, tornando a fare schifo. Ho solo delle piccole osservazioni da fare, ho mezzo cervello in meno dopo la serata di ieri sera.
- Odio la gente che parla a bassa voce. Si, quelle persone che ti fanno fare una faccia di merda per cercare di ascoltare. Che ti fanno avvicinare per sentire meglio. Dico io: se vedi facce strane, avvicinamenti sospetti, perché non ALZI QUELLA CAZZO DI VOCE? Parli pure in francese, stai limitando l’inizio di una amicizia cosmopolita.
-Come dice il mio professore di storia della televisione: “il simbolo della Francia è un’antenna televisiva”. Bourges, je t’aime.
-La parola che sento dire più spesso in Francia è “révolution”, come fai a non amare una terra del genere?
-Quando parli altre lingue capisci le radici della tua, escono dalla tua bocca parole di cui neanche sapevi l’esistenza e riesci anche a trovare l’etimologia. Chi conosce le lingue non invecchierà mai. (quanto vi invidio!)
-DEVO ASSOLUTAMENTE imparare a parlare bene il francese perché la mia indole rompi palle vuole che io intervenga a lezione. Come faccio a intervenire a lezione se non so come parlare?
-Qui i cinesi/giapponesi si integrano con i francesi, o comunque con tutti quelli che non hanno gli occhi a mandorla. Inizio a pensare che il problema dei cinesi in Italia sia l’Italia. 
-Ho trovato una nota sul mio quaderno con scritto “ricordati come si dice PROVARE”. Cosa avrò voluto dire? (comunque ancora non lo so come si dice provare)
-Quando non ti ricordi in realtà NON è SUCCESSO NIENTE. (vero?)
Quanta birra ragazzi.
A bientôt,Cecil

COMEINIZIAREBENEOTTOBRE: facendo schifo. 

O meglio, tornando a fare schifo. Ho solo delle piccole osservazioni da fare, ho mezzo cervello in meno dopo la serata di ieri sera.

- Odio la gente che parla a bassa voce. Si, quelle persone che ti fanno fare una faccia di merda per cercare di ascoltare. Che ti fanno avvicinare per sentire meglio. Dico io: se vedi facce strane, avvicinamenti sospetti, perché non ALZI QUELLA CAZZO DI VOCE? Parli pure in francese, stai limitando l’inizio di una amicizia cosmopolita.

-Come dice il mio professore di storia della televisione: “il simbolo della Francia è un’antenna televisiva”. Bourges, je t’aime.

-La parola che sento dire più spesso in Francia è “révolution”, come fai a non amare una terra del genere?

-Quando parli altre lingue capisci le radici della tua, escono dalla tua bocca parole di cui neanche sapevi l’esistenza e riesci anche a trovare l’etimologia. Chi conosce le lingue non invecchierà mai. (quanto vi invidio!)

-DEVO ASSOLUTAMENTE imparare a parlare bene il francese perché la mia indole rompi palle vuole che io intervenga a lezione. Come faccio a intervenire a lezione se non so come parlare?

-Qui i cinesi/giapponesi si integrano con i francesi, o comunque con tutti quelli che non hanno gli occhi a mandorla. Inizio a pensare che il problema dei cinesi in Italia sia l’Italia. 

-Ho trovato una nota sul mio quaderno con scritto “ricordati come si dice PROVARE”. Cosa avrò voluto dire? (comunque ancora non lo so come si dice provare)

-Quando non ti ricordi in realtà NON è SUCCESSO NIENTE. (vero?)

Quanta birra ragazzi.

A bientôt,
Cecil